Che Bon! Che Bon!
L'angolo sul web di Luisella

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Quella frana dal Monte Toc

ottobre 9, 2018 by luisellafaggioli in blog, natura, riflessioni, varie with 0 Comments

WP_20181009_12_50_07_ProStamattina ho ascoltato alla radio le parole di Mauro Corona sul suo vivo ricordo della tragedia del Vajont vissuta da lui tredicenne in prima persona. Egli esorta a non dimenticare, a riconoscere in quella tragedia gli errori commessi e, a ricordare soprattutto quelle 2000 persone che hanno perso la vita travolte dall’enorme ondata creatasi dopo il distacco della frana dal Monte Toc.

L’effetto doloroso di quell’avvenimento ha lasciato anche in me, da allora, un ricordo indelebile. Rammento ancora di aver assistito alle scene trasmesse dai servizi televisivi dell’epoca, ero assieme alla nonna che “vedendole” ne rimase sconvolta, angosciata, commossa alle lacrime, per la sorte delle persone travolte a Longarone e altri centri del posto.

Per mesi si è sentita intorno la sensibilità collettiva che cercava di capire come ciò fosse potuto succedere, pensando a quel torrente sbarrato dalla diga. Ancora oggi, di fronte a tali drammi, la domanda è sempre la stessa: in che misura l’uomo è realmente la fonte delle sue azioni?

Oggi ricorre l’anniversario di quel tragico fatto avvenuto nel 1963, del quale anch’io conservo la preziosa memoria.

Insetti d’ottobre

ottobre 8, 2018 by luisellafaggioli in blog, Curiosità, natura, varie with 0 Comments

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Curiosità dalla natura: un nuovo insetto avvistato in questi giorni di ottobre. A prima vista sembra una cavalletta, in quanto appena sfiorato salta in avanti, non ha le ali e presenta due antenne sulla piccola testa, è lungo circa 8 cm quindi potrebbe essere una cavalletta allo stadio giovanile, forse una ninfa nel corso delle sue 5/6 mute?

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Le zucche decorative non sono da mangiare

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Nel libro il Giardinaggio per tutti edito nel 1971 da Selezione del Reader’s Digest S.p.A, Milano, si trova scritto che esistono due specie di zucche (cucurbita maxima e C. moschata, fam. Cucurbitacee) che forniscono dei frutti adatti per l’alimentazione umana.

Naturalmente di queste due specie esistono numerose varietà come la Gialla d’Italia, la Marina di Chioggia, la Marina turbante e molte altre tutte commestibili.

Per non confondere quelle adatte al consumo con quelle da decorazione, di solito le decorative, non commestibili, sono riunite in ceste a parte nei punti vendita, corredate dalla scritta decorative, appunto per distinguerle facilmente.

Ottobre è il mese delle zucche, prepariamo gustose pietanze, scegliendo quelle dolci, buonissime, con serenità!

 

 

 

“de là dei ponti”

settembre 12, 2018 by luisellafaggioli in blog, Curiosità, riflessioni, varie with 0 Comments

Ingresso Bocca Trezza
Veronetta  era un tempo cuore pulsante della città al di là dei ponti di Verona.

Leggo sui giornali che forse verranno scongelati  (seppur in tre anni) i fondi per la riqualificazione urbana per il recupero e migliorie delle parti limitrofe delle città, fra le quali anche Verona. La zona di cui parlo è detta Veronetta, la quale è, a mio parere, costola della città e fa parte della sua nervatura. Negli anni del dopoguerra essa era abitata da persone operose di buona volontà, ricordo molti piccoli negozi di ogni merceologia: alimentari, panificio con forno, merceria, abbigliamento, drogheria, salumeria, farmacia, tabaccheria, pasticceria, carbonaio, riparazione e vendita di biciclette, latteria, pescheria, macelleria di carni equine ed altre, l’elenco sarebbe troppo lungo.

C’è molto in questo luogo che ha una memoria storica come il Palazzo Bocca Trezza il quale, dato il suo valore artistico ed architettonico, potrebbe essere restaurato e divenire “perla” di Veronetta. In base alla “teoria dei vetri rotti” i luoghi migliorano se non sono lasciati al degrado sia del tempo che degli agenti atmosferici o peggio ancora dei vandalismi, se invece si lasciano abbandonati all’incuria ed all’inerzia saranno sempre più dimenticati.

“de là dei ponti” si diceva una volta per indicare verso Piazza Brà, una curiosità: all’epoca anche il biglietto per entrare al cinema al di là aveva un costo maggiore che nella zona al di qua come Veronetta, ma ora che la città è un tutt’uno con il suo contorno, al di là o al di qua dei ponti è necessario migliorare, ciò potrà fare la differenza per l’avvenire e la qualità della vita nelle zone limitrofe.

 

 

Palla ovale che passione

settembre 1, 2018 by luisellafaggioli in blog, Curiosità, varie with 0 Comments

DSCN0512Se vedi palla ovale dappertutto, vuol dire che rugby è lo sport che ti piace!

I fotografi di una volta

WP_20180830_18_51_31_ProLa foto “ricordo” di un giovane sul parapetto del Ponte Nuovo di Verona è finita oggi sull’Arena, quotidiano della città. I turisti e non, come in altre città, stanno adottando, malauguratamente dei comportamenti “stravaganti”, ma quanto è successo a Genova ci ha lasciato nervi scoperti in fatto di ponti perciò queste performance non suscitano simpatia.

La scena si è svolta in presenza di persone che attraversavano il Ponte Nuovo mentre il mio schizzo  fa vedere un ponte libero, questo per far immaginare come la scena possa essere percepita, vedendo il giovane sul parapetto del ponte, dal punto di vista infantile, a dir poco inquietante.

Certamente è’ molto bello scattare foto di momenti felici, ma non rendiamoli per forza “bizzarri” e pericolosi.

Ricordiamo invece che a Verona, sui nostri bellissimi ponti, negli anni 50/60, quando le famiglie non avevano necessariamente in casa delle macchine fotografiche e le foto erano rare, le persone che attraversavano i ponti potevano incontrare un fotografo che, a sorpresa, avanti a loro, magari inginocchiato a terra, li fotografava, consegnando poi un biglietto numerato per poter in seguito ritirare la foto, senza impegno, con una piccola spesa. Quelle foto istantanee sui ponti, per le famiglie, sono ricordi che non si dimenticano.

 

 

 

Agosto 2018 doloroso

agosto 18, 2018 by luisellafaggioli in blog, riflessioni, varie with 0 Comments

IMGP6525Non dimenticherò più quel ponte crollato a Genova, né il dolore e l’afflizione di molti in questi giorni dolorosi.

D’un tratto sarò giunto

a un giorno, a un breve giorno,

che non potrò sorpassare

                                                    (dalle Poesie: Diario, vv. 27-29 di Vincenzo Cardarelli)

Stringhe tigrate

luglio 29, 2018 by luisellafaggioli in blog, natura, primi piatti with 0 Comments

WP_20180729_11_56_03_Pro 2Anche la tigre, essendo considerata regina della giungla, ha la sua giornata mondiale oggi 29 luglio, non lo sapevo!

In omaggio a questo grande mammifero il quale pare essere anch’esso, come molti altri animali della giungla,  a rischio di estinzione, ho preparato un primo piatto con le mie stringhe tigrate che non piacerebbero certamente alla tigre, animale carnivoro, essendo composte da farina, uova, sale, cacao amaro, condite poi con panna da cucina e neve di parmigiano, ma la ricordano nei colori.

La tigre già così famosa per essere un mammifero carnivoro dalla potenza simbolica con i suoi temibili canini lunghi 10 cm,  non ha certo bisogno di aggettivi supplementari, ma nonostante la sua pericolosità, rimane un animale la cui bellezza  affascina.

 

 

Elogio della pasta italiana

WP_20180712_12_28_05_ProC’è voluto un secolo dopo Marco Polo perché in Italia e, solo per le famiglie più agiate, la pasta divenisse un alimento di consumo.

Dal 1400, nelle zone intorno a Napoli, dove produzione del grano duro, clima, venti caldi del Vesuvio e brezze marine fanno ottenere della pasta un prodotto perfetto. Non è un caso quindi che gli spaghetti siano divenuti famosi in tutta Europa, piacciono: la nostra pasta è buonissima!

Pare che adesso, anche chi prima vietava di mangiare una porzione di pasta serale, ora faccia un po’ marcia indietro permettendola, sempre però con l’attenzione ai centimetri del nostro giro vita che deve essere conforme alle regole per rimanere in buona salute.

 

Nota: Se posso pescare nei ricordi: negli scorsi anni cinquanta, un buon piatto di pastasciutta era il menù di tante persone italiane “magrissime”!

Irresistibile girasole

luglio 19, 2018 by luisellafaggioli in blog, Fritti, natura with 0 Comments

WP_20180718_10_56_26_Pro 2Anche seminati in vaso, i girasoli, in questi giorni, hanno prodotto una bella infiorescenza sulla quale gli insetti fanno incetta di polline. Resi famosi dal pittore Vincente Van Gogh che ne ha dipinto quattro versioni con colori diversi, essi sono fiori molto ammirati che ispirano auspici positivi e danno note di allegria, vivacità,  hanno perfino un comportamento legati come sono a seguire il sole nel percorso da est a ovest. I numerosi fiori di cui è composta l’infiorescenza, a maturazione, darà origine ai “semi di girasole”.

La premessa era d’obbligo per arrivare anche a riconoscere ai semi di questo fiore un utilizzo molto conosciuto come olio di girasole, il quale leggo su descrizioni, essere molto ricco di acidi grassi polinsaturi, acido linoleico e vitamina E.

Bisogna però fare attenzione nelle fritture nello scegliere l’olio più adatto, questa considerazione per dire che il punto di fumo dell’olio di semi di girasole è inferiore a 130°C, mentre quello dell’olio d’oliva si assesta intorno ai 190°C., quello di arachide a 180°C,quello di mais a 160°C.

 

N.B. i dati sul punto di fumo degli oli sono riportati sull’opuscolo campagna “Sai quel che mangi, qualità e benessere a tavola” – Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.