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Perché fotografare i cibi?

giugno 13, 2019 by luisellafaggioli in blog, riflessioni, varie with 0 Comments

DSCN0575Tempo fa, durante una trasmissione radiofonica in cui si parlava di cibo, un signore qualificatosi come un matematico, (uomo di scienza), si espresse in tono molto sorpreso dicendo di non capire perché le persone fotografano il cibo e lo fanno vedere; dalle sue parole si poteva trarre il pensiero che, per un uomo di scienza, ciò è veramente banale e non molto sensato.

La risposta a questo punto di vista, può essere il desiderio di chi prepara i cibi con amore e passione a rendere partecipi anche altre persone altrettanto appassionate nel cucinare.

E’  bellissimo che, semplici foto amatoriali, portino in giro per il mondo la fantasia cuciniera e, non ultima, la nostra cultura gastronomica.

Pasticcio di cavolfiore

DSCN0574Sono pronti sul mercato i cavolfiori freschi precoci, segnalo un modo gustoso di prepararli: cuocere a vapore il cavolfiore, dividendo i mazzetti dell’infiorescenza. Preparare una besciamella con burro, farina, latte, sale ed una grattugiata di noce moscata. Porre il cavolfiore cotto al dente, sopra un contenitore imburrato da porre sotto il grill, versare sopra la besciamella, distribuire a copertura un pugno di formaggio grattugiato. A piacere tagliare un wurstel a fettine e porle sopra in modo ordinato. Lasciare il tutto sotto il grill a gratinare controllando che si formi in superficie una crosticina dorata e croccante.

Nel caso ne avanzasse un poco, non c’è problema è ottimo anche riscaldato al microonde!

Le sorprese del cambio di stagione

giugno 12, 2019 by luisellafaggioli in blog, natura, varie with 0 Comments

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Come risolvere i piccoli problemi casalinghi...

Eh sì, sono tornate! La mia maglia lunga, preferita per la sua morbidezza, è stata grandemente rovinata dalle tarme. Me ne sono accorta facendo il cambio di stagione degli indumenti. Non c’è da stupirsi se queste piccole tignole la scelgono, quello che mi stupisce è che nonostante gli accorgimenti fatti e cioè: foglietti salva lana, fiori essiccati di lavanda, foglie di alloro, castagne matte negli armadi, qualche capo pur essendo ben insacchettato risulta invaso dalle tarme.

Non mi arrendo però, ho rammendato accuratamente le parti mancanti, recuperando il filo di lana giusto dal taschino interno della stessa maglia, l’ho lavata lasciandola in immersione per 20 minuti nel detersivo adatto e poi stirata con cura, ma non finisce qui ora ripongo il sacchetto con la maglia ben chiuso nel freezer per 24 ore.

La maglia non è più come nuova, ma la mia “sfida” contro le tarme così brave ad intignarsi continua.

Buono come il pane

DSCN0278Solo a guardarlo il pane fa venire la voglia di morderlo e gustarlo, è un alimento base che gode del rispetto di tutti. Per fare il pane infatti ci vuole il saper fare, lo si può constatare mangiando il buon pane preparato dal fornaio, peccato che anche questo prodotto, essenziale per la nostra alimentazione, sia diventato nel corso degli anni molto costoso perciò ci si volge all’acquisto anche di pani più economici. Si notano le scelte dei consumatori verso il pane confezionato a lunga conservazione.

Il pane lo si trovava anche nelle prime pappine, adatte ai bambini piccini prima della dentizione. Nel Veneto questa pappina viene detta “panà” si prepara con pane raffermo a pezzetti, acqua a coprire bene, un pezzetto di foglia di alloro, o di sedano, un pizzico di sale. Si cuoce adagio, adagio coperto fino a che la pappa assume una bella omogeneità. Versata nel piatto fondo si condisce con un cucchiaino di olio d’oliva.

La panà della nonna che ho potuto osservare quando la preparava per sé stessa, era composta da: un paio di mestoli di brodo caldo, circa un etto di pane raffermo fatto bollire coperto per circa 15 minuti. A fuoco spento aggiungeva 1 cucchiaio di formaggio grattugiato, scocciava dentro 1 uovo e qualche goccia d’olio, poco sale solo se necessario.

Curiosità: la prima scuola per panettieri? Venne creata a Roma al tempo dell’Imperatore Traiano (43-117 d.c.)

 

 

 

Camomilla in tazza

maggio 18, 2019 by luisellafaggioli in blog, Curiosità, natura, varie with 0 Comments

DSCN0555Quando a maggio fioriscono i fiori di Camomilla non posso fare a meno di ricordare una suora caposala, attiva ed efficiente, presente durante una mia lontana degenza in ospedale, tanti anni fa, quando ancora c’erano le suore in reparto.

Suor Vittorina, alla sera, prima che le luci si spegnessero, affidava a noi, le due più giovani, il compito di portare le tazze di camomilla alle donne più anziane ricoverate nel reparto.

Sorrido a questo ricordo perché a volte, beata gioventù, per offrire la camomilla come conciliante del sonno, paradossalmente porgevamo la tazza di infuso caldo anche a chi magari si era appena addormentata.

Nota: la Camomilla  (Matricaria Chamomilla  – fam. Composite) è una pianta erbacea spontanea, universalmente conosciuta e diffusa in tutta Italia. E’ facile trovarla nei campi di grano, al bordo della strade, nei luoghi incolti ed è conosciutissima per le sue proprietà medicinali.

Uova e farina, materie prime in cucina

WP_20190419_14_47_25_ProVi sono in questo periodo alcuni esempi di abbinamenti con ingredienti improbabili nella preparazione frettolosa di cibi, anche in famiglia, non pensando a volte che con i due ingredienti base: farina ed uova si possono preparare piatti meravigliosi.  Per Pasqua suggerisco una preparazione semplice: delle ottime crepes che si possono abbinare secondo i gusti a verdure, formaggi od altro, secondo il gradimento di ognuno. Hanno il vantaggio di poter essere cotte in anticipo scaldandole in forno al momento dell’uso.

Ingredienti per 4 persone: 125 g di farina, 1/4 di l di latte freddo, 3 uova, 1 cucchiaio d’olio d’oliva, 1 cucchiaino di sale fino, 30 g di burro.

Dopo aver setacciato la farina versare al centro il latte, mescolare bene ed aggiungere le uova una per volta, alla fine il sale. Lasciare riposare la pastella un paio d’ore, coperta con la pellicola. Al momento di usarla aggiunge l’olio e mescolare delicatamente.Mettere un pezzetto di burro dentro ad una garza sterile e passarlo sulla padella per crepes riscaldata, quando è ben calda versare un mestolino di pastella, muovere la padella in modo che essa si distribuisca su tutto il fondo. Rigirare la sottile frittatina e proseguire con le altre fino ad esaurire l’impasto.

Riempire con verdure e/o formaggio e/o altro secondo il gradimento. Questo è uno dei mille modi di utilizzare le uova.

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Un “primo” curioso con la finta colombina

WP_20190330_12_28_55_ProAl primo di oggi, si può dare la forma preferita, una finta colomba, un  finto pesce, ecc., dipende da come si voglia decorare, l’importante è la facilità della preparazione che consiste nel lessare le patate, schiacciarle allo schiacciapatate come per una normale purea alla quale unire il tonno all’olio, sbriciolato e sgocciolato dalla scatoletta, aggiungere un po’ di prezzemolo tritato, 2/3 cucchiai di maionese (chi è brava/o la può preparare nel frullatore con 1 uovo ed un tuorlo) ed amalgamare gli ingredienti con la forchetta. Fatto l’impasto, accomodarlo sul piatto di portata e dare la forma desiderata decorando a piacere con maionese, capperi, o altri sottaceti. Si conserva in frigorifero, almeno una mezz’oretta prima di portare in tavola.

Ingredienti per circa 4 persone:

800 g di patate, 1 scatoletta di tonno all’olio g 160, prezzemolo, 2 uova, 30 g di capperi, qualche cetriolino all’aceto.

 

Mimose per noi

marzo 8, 2019 by luisellafaggioli in blog, riflessioni, varie with 0 Comments

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8 marzo, un pensiero al femminile,

le donne che ho conosciuto durante l’ infanzia sono state veramente importanti per la mia formazione di donna adulta; esse con la loro abnegazione nel lavoro, nell’accudimento dei figli e della famiglia sono state un esempio che porterò sempre nel cuore.

Il cuore di donna non si può imitare si può solo amare!

Oggi: San Valentino

febbraio 14, 2019 by luisellafaggioli in blog, varie with 0 Comments

DSCN0372Sempre di più c’è bisogno di voler bene!

Cotechini e zamponi, come cuocerli?

WP_20190131_12_31_30_Pro 1In questi giorni a S. Pietro Incariano provincia di Verona si è svolta la tradizionale “Festa del codeghin” (festa del cotechino). Leggo sul quotidiano della città che il vincitore del Premio Cotechino, premiato per la quarta volta per la bontà dei suoi prodotti, ha dato un buon consiglio per la cottura del salume che riporto in quanto ritengo ci sia sempre da imparare da chi ne sa davvero!

Per una buona cottura del salume consiglia di dare una prima bollitura, poi lasciarlo raffreddare e metterlo sotto vuoto, con la seconda bollirlo per un quarto d’ora.  Questa cottura fa sì che succhi e aromi rimangano nel cotechino.

Nella mia foto sono rappresentate delle fette di zampone, salume per il quale la cottura risulta essere molto più lunga, più di due ore e mezza. Lo zampone va prima punto alle estremità con uno spiedino, immerso in acqua fredda per almeno 1/2 ora e dopo portato ad ebollizione molto lentamente, aggiunta la giusta quantità di sale, si lascia bollire piano, coperto, fino a cottura ultimata.  Con un contorno di purè di patate, oppure crauti con la mela, salsa verde, o la mitica pearà veronese, sarà un secondo completo.