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A tavola col cibo dorato

aprile 20, 2018 by luisellafaggioli in blog, natura, riflessioni, varie with 0 Comments

DSCN0492Allegrezza in tavola, quando arrivano le patatine fritte, belle, buone, dorate, ma ora, studiosi, ci avvisano di avere prudenza, c’è una sostanza o meglio un composto chimico che si forma durante la cottura ad alte temperature, ha un nome da tenere a mente: acrilammide. Quando gusteremo una porzione di patatine fritte o fritti in generale, cotture alla griglia bruciacchiate, biscotti croccanti, ecc. dovremo ricordare questa sostanza come fattore di rischio.

Gli studi sulla sua pericolosità finora sono stati condotti su ratti mentre bisogna ancora attendere quelli sull’uomo.

In America, è stata riscontrata questa sostanza nel caffè che, per gli americani, ha una preparazione ben diversa dal nostro caffè espresso. Il loro caffè è molto lungo con passaggio dell’acqua calda continuato lungamente sulla polvere di caffè, sicché consente che sia estratta più acrilammide. Sulla loro bevanda di caffè ne è stato indicato il pericolo in etichetta.

Che dire, anche nella nostra semplice cucina di casa, facciamo attenzione alle cotture, rispettiamo tempi e temperature nei fritti e le quantità, staremo a tavola sempre in allegrezza.

 

Tacchino (f. -a) è sì un grosso uccello commestibile, ma…

WP_20180408_11_08_17_ProSarà un caso che in questi giorni io stia disegnando proprio un tacchino, per mantenere un po’ d’esercizio con la matita, ma è curioso che ieri mi sia trovata a leggere online di una sagra che si svolge da anni in Arkansas, un festival tradizionale organizzato il Turkey Trot festival di Yellville, durante il quale proprio un tacchino vivo viene lanciato da un aereo che sorvola i partecipanti alla festa, i quali dovrebbero prenderlo.

Il tacchino inevitabilmente finisce per precipitare, non potendo volare e si schianta mortalmente a terra. In precedenti anni il numero dei tacchini era anche di sei, uno è stato preso vivo dai partecipanti. Lanciati da un’altezza di 150 metri non possono farcela, sono in grado di volare solo a circa 30 metri di altezza.

Leggo che questa tradizione, nella cittadina dell’Arkansas, va avanti da 50 anni, ma “le cose cambiano” e questa usanza barbarica, del volo del tacchino, molto crudele e contraria al buon senso, non dovrebbe essere consentita, tanto più paradossalmente inserita in una sagra come uno spettacolo divertente.

Nel cuore della primavera

aprile 6, 2018 by luisellafaggioli in blog, riflessioni, varie with 0 Comments

WP_20180406_14_20_13_Pro 1E’ successo ancora. Mentre fuori fiorisce la primavera.

Ogni volta che la cronaca ci informa che un /una adolescente perde la vita per un mal celato malessere o addirittura per “bullismo”, noi adulti ci interroghiamo sui mali della nostra società, sulla solitudine desertica creata dagli ultimi mezzi di comunicazione, sulla incapacità sia familiare che scolastica di arrivare a conoscere i figli adolescenti e di informarci sul loro grado di interazione con noi. Quale la risposta a questo interrogativo?

Forse la ormai poco considerata buona educazione personale, qualità che, se fosse interiorizzata, impedirebbe di apostrofare con espressioni di scherno una coetanea e/o coetaneo sulle caratteristiche del suo fisico oppure sulle sue capacitò intellettive, comportamenti dai quali possono derivare gravi conseguenze.

Oggi pare sia permesso comportarsi villanamente dovunque ed il pericolo che noto è l’assuefarsi a questo stile di atteggiamenti anche nelle persone adulte. Non giova a nessuno il perdurare di questa diseducazione diffusa, in una società, la nostra, che si sta manifestando sempre più problematica.

Viaggiare con il carrello della spesa

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Quando fare la spesa al supermercato stimola la voglia di consultare un atlante geografico, per me vuol dire che stiamo viaggiando! Da anni si sente dire che a scuola la geografia non è più materia di studio, peccato, è una materia bellissima. Prodotti che vengono da lontano meritano un’occasione per approfondire la conoscenza del nostro unico e meraviglioso pianeta!

A farmi aprire Il grande Atlante del Mondo è stata la vista, al banco del pesce fresco, dei filetti di pesce Persico Africano, l’etichetta esposta nel reparto del pesce, indica provenienti dal Lago Vittoria che si trova il Africa orientale, compreso tra l’Uganda a Nord, la Tanzania a Sud e il Kenya a Est.  E’ il maggiore dei laghi africani con i suoi 69.485 Kmq e vi è molto sviluppata la pesca.

Incuriosita dal luogo lontano di provenienza del pesce, ho approfondito la ricerca apprendendo che il Persico Africano (Lates niloticus) è stato introdotto nel Lago Vittoria in tempi relativamente recenti anni 50-60 e che sta vivendo un vero e proprio boom d’importazione in Europa, 10 volte maggiore di quanto veniva importato nel 1997. Il pesce viene trasportato in aereo e per arrivare sui banchi dei supermercato dalla pesca in poi impiega 12 giorni mantenuto ben refrigerato. Il costo al kg rilevato stamattina al banco è di 12,90 euro.

Foto da: Il Grande Atlante del Mondo (De Agostini edizione del 1995)

A tavola con la tradizione

febbraio 9, 2018 by luisellafaggioli in blog, Piatti unici, varie with 0 Comments

WP_20180209_11_35_44_Pro 2A Verona, non c’è dubbio, il piatto in tavola per oggi “venerdì gnocolar” è gnocchi di patate conditi a piacere con ricco sugo al pomodoro o burro e salvia in alternativa.  La maschera che più li rappresenta è quella di “Papà del gnoco” che in questi giorni si è fatto vedere nel suo costume tradizionale, in visita dai più piccoli nelle scuole primarie e materne con il suo regale scettro: grande forchetta con gnocco gigante.

 

 

La collana smarrita

DSCN0482Venezia memorabile, chi l’ha vista una volta non la dimentica più.

E’ così che una straripante folla desidera partecipare alle sue feste, particolarmente belle in questo periodo di Carnevale  con le sfilate di persone in costumi storici e in Canal Grande con imbarcazioni speciali. Quest’anno per il tradizionale volo dell’Angelo che dà l’avvio al Carnevale, gli accessi a Piazza S. Marco sono stati ridotti a circa 20.000 presenze, per consentire maggior sicurezza e controllo. Tutto comunque si è svolto piacevolmente complice una giornata di sole insperata per questa stagione invernale.

I costumi storici, indossati dalle maschere ed i loro gioielli mi hanno fatto ricordare un episodio, raccontato dall’autore nel libro Il Gusto di Vivere, in cui una principessa, mentre si recava a bordo di un motoscafo ad una serata di festa, appoggiata a babordo dell’imbarcazione nelle vicinanze di S. Benedetto, cito dal libro:

“sentì che la collana tempestata di gemme le scivolava dal décolleté. Diede un grido, ma troppo tardi. Il monile si era inabissati nella laguna. Il gioiello era assicurato per un milione e mezzo  e la compagnia assicuratrice, prima di rassegnarsi a pagare il premio, fece accuratamente frugare il fondo limaccioso del Canalazzo da una squadra di palombari. Invano: la collana della principessa non fu ritrovata.”

Lo smarrimento della collana avvenne nell’estate del 37.

Naturalmente la collana nella foto non è quella della principessa, è invece la mia confezionata a mano (hobby) con semplici perline.

Nota: Il Gusto di Vivere -Giancarlo Fusco- ed Laterza

Momento relax

gennaio 24, 2018 by luisellafaggioli in blog, Curiosità, natura, varie with 0 Comments

DSCN0480Spiegare come fare un buon caffè, o meglio come si prepara, sarebbe un’impresa dato che ogni luogo permette una diversa preparazione; la mia generazione che ha conosciuto la caffettiera alla moda italiana con la “cuccumella” o “napoletana” per meglio identificarla, quella che si capovolge e fa passare il liquido bollente attraverso la polvere di caffè, ha visto anche il veloce passaggio alla Moka.

Oggi con i modelli più avanzati frutto dell’evoluzione tecnologica è permesso di preparare in casa, come al bar, il caffè espresso, chiamato così perché si prepara al momento su “espressa” richiesta della persona.

Torno alla Moka quando mi appresto a preparare il dolce Tiramisù. Per avere la quantità di liquido sufficiente a rigirarvi dentro i biscotti savoiardi, devo far salire per due volte il caffè nella caffettiera da 6 tazze, mentre lo verso per zuccherarlo l’aroma si sprigiona e regala un profumo esotico perfetto per il momento relax.

 

Curiosità: la famiglia alla quale appartiene la pianta del caffè (coffea arabical) è quella della Rubiacee ed è la stessa alla quale appartiene anche la pianta di Gardenia.

 

 

Feste da ristorare

gennaio 10, 2018 by luisellafaggioli in dolci e frutta, frutta, varie with 0 Comments

WP_20180108_19_25_50_Pro 1Dopo le tavole imbandite delle festività appena trascorse, si può sentire la necessità di ristabilire un po’ il fisico perciò se nella nostra dispensa troviamo delle belle mele traiamo pure profitto dal recupero di ricette antiche e, cuociamole in forno incidendole prima in superficie con taglio a croce, inserendo un chiodo di garofano e un cucchiaino di zucchero.

Possiamo anche farcire le mele, sbucciandole e togliendo il torsolo con l’apposito utensile, inserendo poi, nello spazio centrale allargato, un cucchiaio di composto fatto con: burro ammorbidito unito a qualche amaretto sbriciolato e un po’ di rum.

Entrambe le versioni hanno bisogno, per la cottura, di circa un’ora in forno a 160 gradi.

 

 

 

Desiderio di frutta in tavola

gennaio 2, 2018 by luisellafaggioli in blog, Curiosità, frutta, varie with 0 Comments

S6302789Ancora qualche giorno e poi le feste saranno riposte come ogni anno: i figli torneranno alle loro lezioni a scuola ed anche parenti ed amici riprenderanno la loro vita al lavoro dopo una breve assenza.

Anche dal punto di vista alimentare può essere che ognuno di noi abbia abbondato, durante le feste, in cibi che di solito non gli sono abituali perciò ben venga, in questo periodo, una fase di frutti in tavola di stagione oppure portati da regioni a clima tropicale come il frutto dell’ananasso molto gradevole al gusto, in attesa dei nostri meloni estivi e delle susine dolci e sugose maturate al sole.

A proposito del susino cito una curiosità: il suo nome deriva da Susa, nome di una città della Persia, in quanto originario dell’Asia occidentale.

 

Se passa la voglia …

dicembre 19, 2017 by luisellafaggioli in blog, riflessioni, varie with 0 Comments

WP_20171219_11_19_29_ProMai come in questo intervallo di tempo verso le prossime festività ho sentito scemare la voglia di darmi da fare per preparare il pranzo tradizionale. Sarà il dubbioso compito di far combinare i gusti delle attuali mode alimentari le quali, escludono molti ingredienti della consueta cucina familiare rendendo più ricercato il modo utile ad ottenere piatti saporiti? Non lo so, forse non piacciono più i buoni passatelli in brodo di gallina, il cotechino con crauti, lenticchie, salsa verde, ecc., ecc.?

C’era una frase scherzosa che mio padre usava dire quando giungeva a tavola qualcuno di imprevisto e non c’era stato modo di sapere prima cosa preparare, diceva in dialetto veneto: – faghe du’ ovi ! – ovvero: prepara due uova, ma oggi anche le due uova non vanno più di moda.

Auguri di Buone Feste!