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La pastinaca con leggerezza

DSCN0458Devo riconoscerlo, non conoscevo questa pianta fino ad ora, a differenza dei nostri super nonni che sicuramente ne avranno raccolta nei boschi, nelle zone erbose e umide o vicino ai corsi d’acqua. La Pastinaca sativa è una pianta affine alla carota con radice a fittone di colore bianco-giallo chiaro, di sapore dolce; da noi in Italia è poco diffusa, non ricordo di averla ancora vista in commercio, o forse non l’ho notata, essa viene coltivata maggiormente nei paesi nordici ed è proprio in una ricetta proveniente dal Nord che l’ho trovata inserita come ingrediente per un primo piatto leggero, a tendenza vegana.

Soffermandomi un poco sul suo nome esso mi è parso simpaticamente adatto come titolo per una canzone oppure per un nuovo ballo latino-americano.

I sugoli d’uva della zia

WP_20170820_10_42_52_Pro 1Come fare i sugoli, alla maniera casalinga, l’ho imparato, anni fa, da un’amabile zia di Modena; nella sua zona, i suddetti sugoli, si preparano con il mosto d’uva del Lambrusco, ma non avendone a disposizione basta acquistare un paio di chili di uva fragola per avere dei sugoli gustosi.

La preparazione: sgranare gli acini dai grappoli e passarli al passaverdura, raccogliere il passato  e passarlo al setaccio. A parte setacciare la farina bianca nella dose di 1 cucchiaio per ogni bicchiere di mosto. Scioglierla bene, poca alla volta nel mosto versato in una terrina di ceramica o di vetro, mescolare con un frullino e ripassare al setaccio (colino a maglie) affinché non ci siano grumi.

Mettere al fuoco e portare moderatamente a bollitura il composto che dovrà sobbollire per circa 10 minuti, assaggiare e se si desidera più dolce, aggiungere un po’ di zucchero a piacere, risulterà una crema liscia e, moderatamente densa, come un budino con il gusto dell’uva.

Nota: L’ideale per la cottura sarebbe l’utilizzo di una pentola smaltata.

Piccole idee pratiche

Dopo Ferragosto non è raro usare parte del tempo estivo rimanente per cimentarsi in lavori di sistemazione: lavori molto semplici o impegnativi come tinteggiare un po’ l’interno casa che si eseguono  con tanta buona volontà e passione prendendo in mano pennelli e colori.

Dunque, porte e finestre aperte per arieggiare a più non posso, per questo ho apprezzato molto l’idee pratica del fermaporte il quale, così nel mucchio, pare un giocattolino colorato ed invece è utile e pratico,  trovato in uno dei super Brico della mia città.  Porte e finestre non sbattono più per le correnti d’aria ed i muri asciugano in fretta.

Buon lavoro!

I capperi nelle pietanze

agosto 9, 2017 by luisellafaggioli in blog, Curiosità, natura with 0 Comments

WP_20170808_10_06_25_Pro 1Siamo in estate e fioriscono le piante dei capperi.

La prima volta  che vidi questo bellissimo fiore fu da bambina durante una visita ai Giardino Giusti della mia città /Verona, si trovava in alto tra le pietre e mi colpì per la delicatezza del suo colore bianco e lilla ed i lunghi stami, un fiore che non avevo mai visto prima; seppi poi che si trattava del fiore della pianta Capparis spinosa.

A Verona, nelle nostre famiglie, si prepara normalmente una salsa verde meravigliosa con i capperi come ingrediente, per accompagnare le carni prevalentemente lessate. Utilizzati da millenni in gastronomia, i capperi insaporiscono insalate, sughi per la pasta, pesce, carni e molteplici pietanze.

In antichità, i naturalisti ritenevano il cappero un afrodisiaco. Sono i boccioli, detti capperi, ad essere consumati ed anche l frutti dal nome particolare Cucunci  si possono trovare in vendita conservati in salamoia. La pianta è spontanea e diffusa in tutto il bacino mediterraneo, ma si coltiva anche in piena terra. I boccioli si raccolgono ancora chiusi per conservarli in salamoia, sotto sale o sotto aceto.

A Pantelleria abbiamo anche un cappero famoso garantito IGP.

 

A tu per tu con l’orso

luglio 31, 2017 by luisellafaggioli in blog, natura, varie with 0 Comments

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Anch’io come tanti ho letto l’articolo sull’orso penetrato in soggiorno in piena notte nella famiglia di Villavallelonga; un grosso esemplare di orso marsicano munito di radiocollare, cercava una via di fuga, ma è risalito dalla cantina fino in soggiorno e la coppia residente (con due bambini)  si è trovata a tu per tu con l’orso, riuscendo a rifugiarsi al piano superiore dell’abitazione ed allertare il veterinario del Parco ed i Carabinieri Forestali i quali hanno sedato il plantigrado di circa 200 kg rilasciandolo dopo in zona montana, lontano dall’abitato.

Questo in sunto l’accaduto, veramente un’esperienza del tutto imprevedibile e che, sono certa, nessuno vorrebbe dover affrontare di notte in casa propria mentre dorme.

E pensare che l’orso è spesso scelto, come elemento gioco, sia nei personaggi simpatici dei cartoon che nei pupazzi di peluche, forse per le sue forme tondeggianti e l’aria pacioccona, la quale però distrae totalmente dal rappresentare il lato pericoloso dell’animale che è uno dei più grossi carnivori, dal corpo massiccio con arti  forti e provvisti di artigli taglienti.

Questo episodio ha messo in luce, ancora una volta, quanto l’uomo abbia tutt’ora bisogno di protezione dagli animali selvatici in quanto, nel mondo odierno, abbiamo un po’ dimenticato di vedere la natura con i suoi pericoli.

Ventagli di melanzane

DSCN0444Questo contorno di melanzane e verdure di stagione estiva è semplicissimo da preparare.

Tagliare nel senso della lunghezza le melanzane senza inciderle sul fondo, salarle e far fare loro l’acqua amarognola su una griglia per circa venti minuti, successivamente lavarle ed inserire in ogni “pagina” fettine di cipolla e di pomodoro e qualche bella foglia di basilico.

Disporre le melanzane su una teglia da forno con olio sul fondo, spargere su tutte le pagine di melanzane, una manciata di origano, un pizzico di sale ed irrorare con olio d’oliva.

Cuocere in forno ad alta temperatura (180°- 200°) e, prima di portare in tavola, distribuire sul tutto scagliette di formaggio stagionato preferibilmente piccante.

Buon appetito!

Antipasto vegano

luglio 19, 2017 by luisellafaggioli in antipasti, varie with 0 Comments

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Questo è un antipasto che può essere considerato anche uno spuntino; risolve anche l’utilizzo di qualche zucchina di misura un po’ abbondante. Si potrebbero chiamare cialde di zucchina fritte, ma è più simpatico dare un titolo alla moda come: antipasto vegano.

Il tempo di preparazione più che altro consiste nella durata della cottura del fritto, dato che le rondelle vanno capovolte in frittura, meglio farlo adoperando una pinza per cibo ed usando un salva schizzi sul tegame.

Per questo antipasto, come base d’appoggio, preferisco scegliere un pane fresco al mais tagliato a fettine. Le rondelle di zucchina vanno infarinate e fritte in olio di semi ben caldo, lasciate poi scolare da ambo le parti su carta cucina assorbente.

La presentazione:  arrotolarne una e porla sopra la rondella come in foto, fissarla con uno stuzzicadenti al quale saranno inseriti 2-3 capperi. Decorare intorno con fili di carote al limone.

Nastri appetitosi

DSCN0436Da luglio in poi le melanzane sono un prodotto reperibile in quantità e qualità sul mercato; tra gli ortaggi è anche quello che può distinguersi sia per forme e colori che per la versatilità delle preparazioni possibili.

A volte alcuni modi di cucinarle prevedono di togliere la buccia esterna; non volendo arrendermi a buttarla, preparo una pastella, di media consistenza, con farina di riso e un pizzico di lievito istantaneo per torte salate setacciati insieme, un pizzico di sale ed amalgamo con acqua fredda frizzante (va bene anche normale purché fredda) sbattendo con una frusta da cucina. Immergo, pochi alla volta, nella pastella i nastri di melanzana e li friggo in olio di semi ben caldo, scolandoli, appena dorati, su carta cucina.

Sarà una sorpresa per i vostri familiari che li gusteranno caldi e croccanti come antipasto appetitoso, al posto delle più conosciute chips.

Non c’è pericolo…

giugno 18, 2017 by luisellafaggioli in blog, riflessioni, varie with 0 Comments

DSCN0373Invece il pericolo c’era e le lacrime non basteranno a spegnere le immagini spietate di quel rogo che abbiamo ancora negli occhi.

Il grattacielo di Londra Grenfell Tower, acceso come una torcia allucinante, ha spento le vite delle persone che lo abitavano. Non dimenticheremo più anche i nostri due giovani italiani che si sono trovati intrappolati in quell’incendio, senza vie di scampo.

La loro vita non ha avuto il tempo di abituarsi al futuro!

Leggeri o pesanti?

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Uno strumento apparentemente semplice come una bilancia, è stato oggetto, in questi ultimi anni, di una notevole trasformazione; non ci si accorge mai abbastanza di come mutano le cose.

Forse qualcuno ricorda quando per pesarsi occorreva una moneta da 10 lire da inserire nella bilancia installata nella farmacia. Quella con la pedana larga, il fusto alto e la sommità fatta come un grande rotondo orologio ad indicare il peso.

Primo incontro scrupoloso con il controllo del peso per i bambini già in grado di salire sulla pedana e un saltuario controllo di quello delle mamme e i papà. Un’occasione insomma, per vedere come passa il tempo sul corpo. In quegli anni il peso si controllava poco, forse una o due volte all’anno, dato che non vi erano vistose differenze, al massimo quei 2 kg presi in estate e smaltiti in inverno o viceversa.

Al presente esistono bilance di ogni genere e posizionate in luoghi diversi: palestre, centri commerciali, stazioni, aeroporti, ecc.: digitali con video a colori e calcolo del peso ideale. La tecnologia ha trasformato questo strumento rendendolo sempre più al passo con i tempi e quindi fornendolo di analizzatore di massa corporea, con impedenziometro o non.

Anche il pesarsi e verificare massa magra, massa grassa, è diventato per le persone un esercizio familiare, un’attenzione a come si distribuiscono i chilogrammi, per la sensazione, forse, che il corpo inavvertitamente sfugga!!!