Che Bon! Che Bon!
L'angolo sul web di Luisella

blog

Ragazze imparate a fare le idrauliche!

DSCN0467Chi non ha avuto in qualche circostanza un pavimento allagato, alzi la mano!

In ogni occasione dove sia richiesta l’opera di un idraulico mi sono chiesta come mai noi donne, me compresa, non abbiamo ancora pensato ad interessarci di questa vasta “scienza”. A questo scopo ho fatto una piccola indagine di zona ed ho appreso che nel corso di sessantanni solo una donna ha provato a cimentarsi in questa attività.

Forza ragazze! Lo spazio con ampio margine c’è.

Un pittore nel cielo

ottobre 31, 2017 by luisellafaggioli in blog, Curiosità, natura with 0 Comments

WP_20171029_17_27_33_ProIeri sera c’era un pittore nel cielo, le pennellate erano ricche di striature e ondulazioni diffuse ed i colori, sia tenui che accesi, si accentuavano e si mescolavano con una intensità e luminosità mai vista nei rossi dei tramonti delle sere passate. Il finale con un cielo pieno di un rosso acceso rimarrà indimenticabile.

Ho potuto assistere a questo magnifico fenomeno insieme alla mia nipotina che ha cominciato a fotografare il tramonto insieme a me, eravamo entusiaste e sbalordite dal regalo che la natura ci stava facendo dipingendo il cielo come in un quadro vivente, contente di poter assistere ad un tramonto così affascinante!.

Oggi si scrive del fenomeno, avvenuto a Verona ed anche in altre parti d’Italia, in un articolo sul quotidiano L’ Arena della nostra città nel quale sono riportate le spiegazioni dei meteorologi circa le particolari formazioni nuvolose dette nubi lenticolari che hanno dato vita al fenomeno spettacolare, un effetto che ha bisogno per verificarsi di particolari condizioni di umidità, ventilazione, pulviscolo ecc.

Al prossimo tramonto dipinto!

 

Lassa che i zuga…

DSCN0902“Lassa che i zuga… Dopo i morirà!” La citazione è colta dalla poesia San Zen che ride, scritta dal famoso poeta veronese Berto Barbarani. La frase in oggetto mi sembra adatta per parlare dell’odierna giornata di Halloween la quale, a mio parere, altro non è che una visione scenografica della vita e della morte, più che una festa vera e propria, lo considero uno spazio da trascorrere in allegria senza doverci addentrare in problematiche filosofiche!

I giovani si donano nel gioco e la rappresentazione di Halloween, queste zucche trasformate in zombi e la più strana oggettistica fiabesca paiono dare la possibilità di liberarsi dalle angosce di cui, fra tante, la morte è senz’altro la maggiore. Anche Halloween quindi, quale espressione tra il fantastico ed il mostruoso serve ad alleggerire loro il rapporto con la realtà, a volte tragica della vita!

Non possono comunque mancare anche ottime torte alla zucca e dolcetti vari a completamento di un buon Halloween per tutti!

 

Come possiamo pensare di mangiarcela!

WP_20171017_13_57_31_Pro 2Gli occhi sulle ali della farfalla Pavone ci guardano e mi chiedo come possiamo pensare di mangiare prossimamente anche questi insetti. Sono tornata su questo argomento dato che a gennaio 2018, fra non molto quindi, verrà liberalizzata la vendita di insetti e di farine con essi a seguito del regolamento europeo 2283/2015 sui nuovi alimenti che dà il via libera al commercio anche in Italia.

Non essendo io una chef stellata, ma una mamma di casa finora occupata a preparare con cura alimenti che mi sono stati trasmessi e cibi che ho imparato nel tempo a seguire nelle variazioni più semplici, l’inserimento di nuovi alimenti come gli insetti mi fa precipitare nel mondo sconosciuto di una ristorazione quasi spaziale, va da sé che anche le attrezzature della cucina andrebbero variate di pari passo. Già ora i cibi per gli astronauti sono ridotti al minimo di peso e ingombro e sono in genere precotti e disidratati.

Essendo in Italia e conoscendo le specialità di tante nostre magnifiche regioni fatico molto a giustificare il consumo di insetti a scapito dei nostri prodotti alimentari genuini e consumati fin dall’antichità con nostro benessere.

Comunque sia in cucina come in molte altre discipline: mai dire mai!

Invertebrati: Ordine Mantoidea

ottobre 18, 2017 by luisellafaggioli in blog, Curiosità, natura with 0 Comments

WP_20171017_15_19_46_Pro 3Da quando anche famosi chef propongono cibi in cui si utilizzano insetti, non posso fare a meno di interessarmi alle specie che mi trovo davanti nelle varie stagioni e l’insetto che ho fotografato appartiene ad un ordine al quale è stato dato un bellissimo nome: Mantoidea: 1800 specie di Mantidi.

In questi giorni si può osservare la mantide religiosa spostarsi sulle foglie, di solito essa è di colore verde, ma in questo periodo autunnale ha cambiato veste assumendo una colorazione beige-marrone.

Spero che anche questa specie di Mantide un giorno non finisca nei nostri piatti, magari cotta su qualche spiedino, molto meglio che in futuro essa continui ad ispirare mostri in storie di fantascienza dato che il suo aspetto, un tantino aggressivo, è stato copiato anche in film di successo.

Nota: info dal Grande Libro degli Animali – Selezione dal Reader’s Digest

Lat. Zizyphus, dal gr. Zizyphon, non è una zanzara!

ottobre 11, 2017 by luisellafaggioli in blog, frutta, varie with 0 Comments

DSCN0466Il titolo naturalmente è scritto in tono scherzoso, dato che parlo di giuggiole e non di zanzare, infatti quello è il nome dell’albero di giuggiolo, considerato un arbusto ma che a volte può arrivare anche a 6/8 metri di altezza.

“10 lire di giuggiole per favore” –  frase abituale dopo pochi giorni di scuola dei piccoli studenti delle elementari quando questa iniziava al I° Ottobre, se ne potevano comperare un po’ dal fruttivendolo con le piccole mance date dai genitori. Ancora oggi, quando vedo esposte le giuggiole le associo al tempo ultra-passato della scuola.

Frutti o meglio drupe dell’albero del giuggiolo, le giuggiole hanno i colori dell’autunno, giallo, marrone, rosso e appartengono alla fam. delle Ramnacee. Nella forma ricordano le olive o i datteri, ma sono abbastanza dolci da essere apprezzate per il sapore gradevole.

Un buon uso in cucina, a mio parere è la  marmellata di giuggiole; a Natale potrà diventare un regalino inconsueto per gli appassionati di novità, oppure la gelatina per la quale le giuggiole, snocciolate e divise a metà, vengono cotte nel vino rosso.

 

La pastinaca con leggerezza

DSCN0458Devo riconoscerlo, non conoscevo questa pianta fino ad ora, a differenza dei nostri super nonni che sicuramente ne avranno raccolta nei boschi, nelle zone erbose e umide o vicino ai corsi d’acqua. La Pastinaca sativa è una pianta affine alla carota con radice a fittone di colore bianco-giallo chiaro, di sapore dolce; da noi in Italia è poco diffusa, non ricordo di averla ancora vista in commercio, o forse non l’ho notata, essa viene coltivata maggiormente nei paesi nordici ed è proprio in una ricetta proveniente dal Nord che l’ho trovata inserita come ingrediente per un primo piatto leggero, a tendenza vegana.

Soffermandomi un poco sul suo nome esso mi è parso simpaticamente adatto come titolo per una canzone oppure per un nuovo ballo latino-americano.

I sugoli d’uva della zia

WP_20170820_10_42_52_Pro 1Come fare i sugoli, alla maniera casalinga, l’ho imparato, anni fa, da un’amabile zia di Modena; nella sua zona, i suddetti sugoli, si preparano con il mosto d’uva del Lambrusco, ma non avendone a disposizione basta acquistare un paio di chili di uva fragola per avere dei sugoli gustosi.

La preparazione: sgranare gli acini dai grappoli e passarli al passaverdura, raccogliere il passato  e passarlo al setaccio. A parte setacciare la farina bianca nella dose di 1 cucchiaio per ogni bicchiere di mosto. Scioglierla bene, poca alla volta nel mosto versato in una terrina di ceramica o di vetro, mescolare con un frullino e ripassare al setaccio (colino a maglie) affinché non ci siano grumi.

Mettere al fuoco e portare moderatamente a bollitura il composto che dovrà sobbollire per circa 10 minuti, assaggiare e se si desidera più dolce, aggiungere un po’ di zucchero a piacere, risulterà una crema liscia e, moderatamente densa, come un budino con il gusto dell’uva.

Nota: L’ideale per la cottura sarebbe l’utilizzo di una pentola smaltata.

Piccole idee pratiche

Dopo Ferragosto non è raro usare parte del tempo estivo rimanente per cimentarsi in lavori di sistemazione: lavori molto semplici o impegnativi come tinteggiare un po’ l’interno casa che si eseguono  con tanta buona volontà e passione prendendo in mano pennelli e colori.

Dunque, porte e finestre aperte per arieggiare a più non posso, per questo ho apprezzato molto l’idee pratica del fermaporte il quale, così nel mucchio, pare un giocattolino colorato ed invece è utile e pratico,  trovato in uno dei super Brico della mia città.  Porte e finestre non sbattono più per le correnti d’aria ed i muri asciugano in fretta.

Buon lavoro!

I capperi nelle pietanze

agosto 9, 2017 by luisellafaggioli in blog, Curiosità, natura with 0 Comments

WP_20170808_10_06_25_Pro 1Siamo in estate e fioriscono le piante dei capperi.

La prima volta  che vidi questo bellissimo fiore fu da bambina durante una visita ai Giardino Giusti della mia città /Verona, si trovava in alto tra le pietre e mi colpì per la delicatezza del suo colore bianco e lilla ed i lunghi stami, un fiore che non avevo mai visto prima; seppi poi che si trattava del fiore della pianta Capparis spinosa.

A Verona, nelle nostre famiglie, si prepara normalmente una salsa verde meravigliosa con i capperi come ingrediente, per accompagnare le carni prevalentemente lessate. Utilizzati da millenni in gastronomia, i capperi insaporiscono insalate, sughi per la pasta, pesce, carni e molteplici pietanze.

In antichità, i naturalisti ritenevano il cappero un afrodisiaco. Sono i boccioli, detti capperi, ad essere consumati ed anche l frutti dal nome particolare Cucunci  si possono trovare in vendita conservati in salamoia. La pianta è spontanea e diffusa in tutto il bacino mediterraneo, ma si coltiva anche in piena terra. I boccioli si raccolgono ancora chiusi per conservarli in salamoia, sotto sale o sotto aceto.

A Pantelleria abbiamo anche un cappero famoso garantito IGP.