Medici scienziati che non smettono di cercare

In questi giorni in cui si cerca di alleggerire l’ansia per il contagio del coronavirus / Covid-19,  cercando di mettere un po’ d’ordine in casa fra libri e riviste, mi sono imbattuta in un un bellissimo articolo del Corriere della Sera del 2013, rileggo la vita di un giovane medico scienziato al quale si deve tanto e che venerato in Vietnam è quasi sconosciuto in Europa.

Si tratta di Alexandre Emile Jonn Yersin: nasce nel 1863 a Lavaux in Svizzera e muore nel 1943 a Nha Trang in Vietnam. Era allievo di Pasteur fondatore della moderna microbiologia: Ancora studente si infettò, durante un’autopsia sui cadaveri dei pazienti di Pasteur all’obitorio dell’Hotel Dieu, un facente parte degli scienziati Emile Roux lo salva iniettandogli il siero antirabbia, successivamente Yersin, lavorando in laboratorio con lui, scopre anche la tossina della difterite. Questo medico svizzero-francese è stato lo scopritore nel 1894 del bacillo della peste. Leggo che di peste bubbonica si muore anche oggi (nel mondo da 1000 a 3000 casi all’anno) ratti, pulci e altri roditori la trasmettono con il loro morso. Il bacillo Pasteurella pestis è stato ribattezzato Yersinia nel 1944 in suo onore come scopritore.

Pag. 47 Salute- La Storia -Corriere della Sera domenica 8 settembre 2013- L’indagine di Ruggero Corcella

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