Quella frana dal Monte Toc

WP_20181009_12_50_07_ProStamattina ho ascoltato alla radio le parole di Mauro Corona sul suo vivo ricordo della tragedia del Vajont vissuta da lui tredicenne in prima persona. Egli esorta a non dimenticare, a riconoscere in quella tragedia gli errori commessi e, a ricordare soprattutto quelle 2000 persone che hanno perso la vita travolte dall’enorme ondata creatasi dopo il distacco della frana dal Monte Toc.

L’effetto doloroso di quell’avvenimento ha lasciato anche in me, da allora, un ricordo indelebile. Rammento ancora di aver assistito alle scene trasmesse dai servizi televisivi dell’epoca, ero assieme alla nonna che “vedendole” ne rimase sconvolta, angosciata, commossa alle lacrime, per la sorte delle persone travolte a Longarone e altri centri del posto.

Per mesi si è sentita intorno la sensibilità collettiva che cercava di capire come ciò fosse potuto succedere, pensando a quel torrente sbarrato dalla diga. Ancora oggi, di fronte a tali drammi, la domanda è sempre la stessa: in che misura l’uomo è realmente la fonte delle sue azioni?

Oggi ricorre l’anniversario di quel tragico fatto avvenuto nel 1963, del quale anch’io conservo la preziosa memoria.

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