La scacchiera dei cappelletti

Basta un uovo più mezzo guscio di acqua impastato con la farina bianca, tirato a sfoglia per allestire una scacchiera con i suoi 64 quadratini ed anche giocare a fare i cappelletti; si divertivano i più piccoli quando dividevo la pasta gialla con quella verde agli spinaci per avere i due colori, pasticciando con me.

I cappelletti veronesi a differenza dei tortellini modenesi che si formano avvicinando le estremità del triangolo di pasta con il ripieno, si avvolgono sulla punta delle dita rialzando un po’ la punta del triangolino di pasta facendolo assomigliare ad un piccolo cappello. A Natale è consuetudine a Verona prepararli per il brodo del menù tradizionale, quello con il lesso misto abbinato alle due salse classiche: la pearà e la salsa verde.

Per il ripieno dei cappelletti, volendolo fare in velocità, si possono amalgamare 2/3 cucchiai di macinato bovino o di vitello, scottato appena in poco burro e tritato tiepido assieme a due fette di prosciutto cotto, anche di spalla, 2 cucchiai di formaggio grana, una presa di sale, 2 prese di noce moscata grattugiata. Sui quadratini della scacchiera si pongono piccole palline del preparato e sarà un gioco richiudere la pasta nel modo preferito.

Buone feste!

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